Di tutte le cose visibili e invisibili 2018-02-14T18:27:59+00:00

“…di tutte le cose visibili e invisibili…”

Abbiamo osservato che ogni articolo del Credo affonda le radici nella Sacra Scrittura. In questo caso la radice biblica è, molto probabilmente, un passaggio della lettera di Paolo ai Colossesi: “…per mezzo di Lui sono state create tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra, quelle visibili e quelle invisibili…” (Col 1,16). Sappiamo bene quali sono le realtà visibili, ma cosa intende la Bibbia per quelle invisibili? Non intende solo tutte le realtà fisiche non percepibili alla vista, ma anche tutte le realtà spirituali. Con questa professione di fede si accetta e si crede l’esistenza dell’anima, sulla quale si fonda tutta la speranza cristiana; ma si accettano e si credono anche tutti gli esseri spirituali ed incorporei, come gli angeli. Il Concilio Lateranense IV afferma che Dio “fin dal principio del tempo, creò dal nulla l’uno e l’altro ordine di creature, quello spirituale e quello materiale, cioè gli angeli e il mondo terrestre; e poi l’uomo, quasi partecipe dell’uno e dell’altro, composto di anima e di corpo” (Denz.-Schönm, 800).

Purtroppo oggi molta teologia modernista, nella foga di razionalizzare tutta la rivelazione, tende a negare o eludere l’esistenza degli angeli. Tuttavia nella Scrittura si legge spesso che gli angeli guidano il popolo di Dio, annunziano nascite e vocazioni, assistono i profeti, e sono presenti in tutti i momenti chiave della storia della salvezza. Anche la vita di Gesù è frequentemente assistita dalla presenza degli angeli, come nell’Annunciazione e nel Natale, nel deserto e nel Getsemani, presso il sepolcro vuoto o sul monte dell’Ascensione. Ecco perché il Catechismo della Chiesa Cattolica stronca decisamente ogni tentativo di esclusione degli angeli dalla nostra fede: “L’esistenza degli esseri spirituali, incorporei, che la Sacra Scrittura chiama abitualmente angeli, è una verità di fede. La testimonianza della Scrittura è tanto chiara quanto l’unanimità della Tradizione” (CCC 328).

“Angelo” significa “inviato”, “messaggero”; sant’Agostino amava spiegare che “la parola angelo designa l’incarico, non la natura. Se si chiede il nome di questa natura si risponde che è spirito; se si chiede l’ufficio, si risponde che è angelo: è spirito per quello che è, mentre per quello che compie è angelo” (Interpretazione dei Salmi, 103,1,15).

Spesso siamo soggetti alla tentazione di considerare astratte tutte le realtà non visibili, mentre queste sono in realtà più concrete di quelle fisiche, soggette a mutazioni e decadimento. Le “cose invisibili” formano anzi la matrice di quelle visibili, prendendo parte sia alla loro creazione sia alla loro sussistenza, tanto che San Paolo ebbe a scrivere: “Per fede sappiamo che i mondi furono formati dalla Parola di Dio, sì che da cose non visibili ha preso origine ciò che si vede” (Eb 11,3). In particolare gli angeli possiedono un grado di perfezione notevole, sono immortali, ed hanno il dono di vedere Dio faccia a faccia per tutta la loro esistenza. Pur agendo sempre in linea con i disegni del Signore, sono muniti di volontà, libertà e personalità (cfr CCC 330). La loro intelligenza è una mirabile sintesi di luce e di amore, di iniziativa ed obbedienza, di conoscenza celeste ed umile servizio. Essi si prendono cura degli uomini, delle comunità cristiane, delle nazioni. “Dall’infanzia fino all’ora della morte la vita umana è circondata dalla loro protezione e dalla loro intercessione” (CCC 336). San Basilio di Cesarea scriveva che “ogni fedele ha al proprio fianco un angelo come protettore e pastore, per condurlo alla vita” (Adversus Eunomium 3,1).

La Bibbia riconosce inoltre diversi ordini di spiriti celesti, tra cui gli Angeli, gli Arcangeli, i Principati, le Potestà, le Virtù, le Dominazioni, i Troni, i Cherubini, ed i Serafini.

Paolo, Dionigi, Ambrogio e perfino Dante, tentarono una catalogazione degli angeli, ma la loro realtà rimane misteriosa alla nostra conoscenza. Sappiamo però che queste presenze invisibili partecipano alla storia della salvezza sia personale sia collettiva, tanto che la Chiesa, nella sua Liturgia, si unisce sempre agli angeli ed alla loro preghiera, invocandone con fiducia l’assistenza.