La risurrezione dei corpi 2018-02-12T19:18:48+00:00

ANCHE NOI RISORGEREMO: La risurrezione dei corpi

Anche noi risorgeremo. E non solo con lo spirito. E nemmeno tramite una risurrezione corporea come quella di Lazzaro. Bensì apparterremo a una realtà unica di spirito redento e corpo glorificato, simile a quella già manifestata in Gesù Cristo. Se non crediamo in questo non siamo cristiani, bensì sadducei. I sadducei si scontravano coi farisei negando la risurrezione dei corpi. Ma Gesù, le scritture, e i Vangeli promettono per i giusti una vera risurrezione, nella quale i primi cristiani credevano pienamente. Nelle sue lettere Paolo scrive: "Se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi" (Rm 8,11). "Se a causa di un uomo venne la morte [Adamo] a causa di un uomo [Cristo] verrà anche la risurrezione dei morti" (1Cor 15,21). "Ma qualcuno dirà: come risuscitano i morti? Con quale corpo verranno? ...Vi sono corpi celesti e corpi terrestri, ma altro è lo splendore dei corpi celesti, e altro è lo splendore dei corpi terrestri....Così anche la risurrezione dei morti: si semina corruttibile e risorge incorruttibile;...Così porteremo l’immagine dell’uomo celeste....Tutti saremo trasformati, in un istante, in un batter d’occhio, al suono dell’ultima tromba; ...e i morti risorgeranno incorrotti e noi saremo trasformati. E’ necessario infatti che questo corpo corruttibile si vesta di incorruttibilità e questo corpo mortale si vesta di immortalità"(cfr 1Cor 15,20-53). "Sappiamo infatti che quando verrà disfatto questo corpo, nostra abitazione sulla terra, riceveremo un’abitazione da Dio, una dimora eterna, non costruita da mani di uomo, nei cieli" (2Cor 5,1).

I Padri della Chiesa e la Tradizione nei secoli hanno confermato la fede nella risurrezione dei corpi; Tertulliano nel suo De resurrectione carnis scrive: "La risurrezione dei morti è la fede dei cristiani: credendo in essa siamo tali". Questa fede si sedimentò anche nel nostro Credo: "Credo la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà". Il Concilio Lateranense IV (1215) insegna che "tutti risorgeremo con il proprio corpo che qui portiamo" (DS,801). Il Catechismo della Chiesa Cattolica al punto 990 recita: "La risurrezione della carne significa che, dopo la morte, non ci sarà soltanto la vita dell’anima immortale, ma che anche i nostri corpi mortali riprenderanno vita". "Il ‘come’ supera le possibilità della nostra immaginazione e del nostro intelletto; è accessibile solo nella fede. Ma la nostra partecipazione all’Eucaristia ci fa già pregustare la trasfigurazione del nostro corpo per opera di Cristo"(Op.Cit.,1000). Inutile quindi cercare di immaginare, occorre anzi evitare i due estremi: "da una parte un materialismo primitivo il quale suppone che nella risurrezione noi riprenderemo la stessa materia, la stessa carne e le stesse ossa che abbiamo ora in questa vita. Ora sappiamo che già in questa vita la nostra materia muta ogni sette anni circa. L’identità della persona tra questa e l’altra vita non può dunque dipendere dall’identità della materia....Dall’altra, questa trasformazione non si può pensare nel senso di uno spiritualismo alieno dal mondo e unicamente fatto di spirito. Si tratta di una nuova corporeità, trasformata e trasfigurata dallo Spirito di Dio" (Catechismo cattolico degli adulti, Conferenza Episcopale Tedesca, V 2,3). Di conseguenza è superfluo farci domande inutili: del tipo "che aspetto avremo"? Cristo Risorto appariva con l’aspetto che egli desiderava, poiché la sua corporeità era del tutto sottomessa alla volontà dello spirito. Anzi, scompariva anche agli sguardi a suo piacimento. (cfr Il Timone N.1). Ed anche sarebbe fuorviante domandarci "dove dimorerà il nostro corpo? In Cielo o sulla terra?" La separazione tra Cielo è terra è una dicotomia contingente che appartiene al regno del peccato, e non alla Gerusalemme Celeste. Le apparizioni di Cristo, l’Ascensione e, se vogliamo, le apparizioni di Maria, ci indicano delle modalità di manifestazione che però non ci sottraggono al Mistero. Certo è che in questo Eden, mai distrutto dalla mano di Dio ma anzi custodito dai cherubini (Gn 3,24) godremo dei frutti dell’albero della vita e saremo irradiati dalla luce del Risorto.