La Tradizione 2018-02-14T17:32:59+00:00

LA TRADIZIONE

Cosa s'intende per Tradizione in ambito teologico? Non s'intende certo il significato comune che diamo abitualmente alla parola "tradizione", come quando si dice, per esempio, che una determinata realtà "ha una grande tradizione alle spalle", quasi a volersi affidare al passato, giusto in quanto passato, e quindi in qualche modo autorevole, collaudato. Per Tradizione, in ambito cattolico, s'intende molto di più, s'intende addirittura uno dei due punti di riferimento della Fede (l'altro è la Sacra Scrittura). Il Catechismo della Chiesa Cattolica afferma che il "depositum fidei" (ossia il "deposito della fede", ciò in cui crediamo) è contenuto sia nella Sacra Scrittura che nella Sacra Tradizione (CCC 84). Per capire come si giunge ad un'affermazione così forte, occorre capire le origini della Tradizione. Infatti è volontà stessa di Gesù che la sua Parola non muoia ma cammini nel tempo. Dice la Dei Verbum: "la predicazione apostolica, che è espressa in modo speciale nei libri ispirati, doveva essere conservata con successione continua fino alla fine dei tempi" (Conc. Ecum. Vat. II, DV 8). E il Catechismo aggiunge: "Questa trasmissione viva, compiuta nello Spirito Santo, è chiamata Tradizione, in quanto è distinta dalla Sacra Scrittura, sebbene ad essa è strettamente legata" (CCC 78). Tramite la Tradizione la Chiesa, nella sua vita, nella sua dottrina e nel suo culto, perpetua e trasmette a tutte le generazioni, tutto ciò che essa ha ricevuto, tutto ciò che è, tutto ciò che crede (cfr DV 8). I Padri della Chiesa hanno attestato la vivificante presenza di questa Tradizione, le cui ricchezze sono trasfuse nella pratica e nella vita della Chiesa che crede e che prega (cfr DV 8). In tal modo la comunicazione che il Padre ha fatto di sé, mediante il suo Verbo nello Spirito Santo, rimane sempre presente e operante nella Chiesa (cfr CCC 79).

"Dio, il quale ha parlato in passato, non cessa di parlare con la Sposa del suo Figlio diletto; e lo Spirito Santo, per mezzo del quale la viva voce del Vangelo risuona nella Chiesa, e per mezzo di questa nel mondo, introduce i credenti a tutta intera la verità e fa risiedere in essi abbondantemente la Parola di Cristo" (DV 8).

La Chiesa dunque non trasmette la Rivelazione senza prenderne in qualche modo parte attiva. La Rivelazione passa attraverso la Chiesa come attraverso un tralcio; e questo tralcio prolunga, estende, ci mette del suo. Anche se la linfa originaria è Cristo con la sua vita santificante, sotto l'azione dello Spirito Santo la Chiesa offre ancora le sue labbra a Cristo. "In questo modo la Tradizione non si presenta come una trasmissione meccanica della memoria di fatti e parole del passato, ma come lo spazio umano in cui il credente fa esperienza della presenza attuale ed efficace di Dio nella propria storia. Con la viva tradizione si rinnova l'esperienza originaria dell'incontro con Dio, nella memoria di quanto egli ha operato in passato e nell'attesa di un compimento definitivo nel futuro" (Teologia Fondamentale - La Chiesa, Mario Crociata, Piemme).

Non a caso, in passato si è spesso parlato nientemeno che di due fonti della Rivelazione: Sacra Scrittura e Tradizione. In realtà il Concilio di Trento, nella IV sessione del 1546, con il decreto "Adozione delle Sacre Scritture e delle tradizioni degli apostoli" respinse questa teoria delle due fonti, anche perché offriva il fianco a Lutero che sosteneva la "sola scriptura". La Chiesa preferisce parlare di sorgente comune: Scrittura e Tradizione sono tra loro strettamente congiunte e comunicanti perché "ambedue scaturiscono dalla stessa divina sorgente, esse formano in certo qual modo una cosa sola e tendono allo stesso fine" (DV 9). "La Sacra Tradizione e la Sacra Scrittura costituiscono un solo sacro deposito della Parola di Dio" (DV 10). "L'una e l'altra rendono presente e fecondo nella Chiesa il Mistero di Cristo, il quale ha promesso di rimanere con i suoi "tutti i giorni, fino alla fine del mondo"(Mt 28,20)" (CCC 80).